I Tarocchi del Sé

I Tarocchi, tanto nominati e non così tanto realmente conosciuti, appartengono alle arti divinatorie ma sono, innanzitutto, uno strumento esoterico di enorme portata.

Un libro magico le cui pagine nomadi, scritte nella lingua universale dei simboli, hanno viaggiato nello spazio e nel tempo modellandosi per mezzo di molte menti, di diversi Spiriti, del grande Inconscio Umano, assumendo forme diverse per significati identici.

Pertanto essi si collocano in un ambito iniziatico e simbolico e il loro fine è quello di guidarci nell’evoluzione spirituale, sulla grande via della trasformazione.

La dimensione divinatoria, nel suo autentico, antico e profondo significato originario, è in realtà, un sostegno all’introspezione, al meraviglioso assunto “Conosci te stesso per conoscere il mondo”

Ma è attraversando il Mondo che conosciamo noi stessi. E in questo senso i Tarocchi sono una mappa, una mappa del Tesoro, uno splendido e vibrante compendio di codici, indicazioni, messaggi, frammenti di specchio, luci sulla Via.

Antiche quanto l’umanità stessa le arti divinatorie erano un tempo compito di saggi e sapienti ad appannaggio di pochi eletti, così come la Magia.

L’utilizzo si è esteso via via, ramificandosi tra il popolo, in lungo e in largo, ma tale popolare diffusione ha contribuito anche alla perdita dell’originario senso e valore, al detrimento del significato profondo delle Arti Magiche e della Verità delle sue fondamenta e del suo nucleo.

E questo soprattutto nella nostra metà di mondo dove l’efficacia e la redditività sono indiscusse divinità, dove il desiderio di chi si accosta ai tarocchi è spesso quello di ottenere rapidamente e facilmente risposte alle domande che pone per alleviare in qualche modo, nella maniera più rapida e indolore, le proprie angosce e incertezze.

Ma, I Tarocchi, come ogni autentica arte divinatoria, non sono concepiti per scoprire o rivelare un qualsiasi destino bensì per guidarci nella consapevolezza che l’Uomo è artefice del proprio destino, per darci la possibilità di specchiarci nel loro limpido mistero e scrutare al fondo di noi stessi, per restituire a ciascuno la possibilità di essere padrone della propria esistenza attraverso una visione espansa, profonda, commovente.

Spesso, coloro che chiedono, partono da una sensazione di subire gli eventi, di essere pedine impotenti di un fato inarrestabile ma, questo sentire, proviene innanzitutto da un mancato riconoscimento del proprio potere e della coscienza di Chi Siamo in realtà.

Così si cerca la propria vita nei tarocchi, nell’astrologia, nella chiaroveggenza come se la vita fosse già scritta, determinata e tracciata in modo indelebile.

Ma così non è.

Nessuna arte divinatoria esiste per dare risposte semplici a domande difficili.

Spesso le persone, nella loro ricerca di conforto mentale, preferiscono false certezze a incertezze autentiche, ma la missione delle arti divinatorie non è e non sarà mai quella di offrire fasulle certezze confortanti quanto quella di far accedere ciascuno alla conoscenza e alla padronanza di Sé verso la scoperta che non esiste certezza alcuna ma soltanto una meravigliosamente incerta via di trasformazione e di infinite possibilità.

L’avvenire deriva dal presente nello stesso modo in cui il presente deriva dal passato…così ciascuno conosce inconsciamente il proprio futuro giacché siamo noi a crearlo ogni istante, l’avvenire esiste in germe in ognuno di noi e una mappa iniziatica autentica, cosa che i Tarocchi sono, è uno strumento atto a mostrarci ciò che già sappiamo, ciò che siamo, e ciò che noi possiamo per l’edificazione del nostro regno, per la creazione del nostro presente che è già contemporaneamente passato e futuro ad ogni respiro che facciamo.

Ogni essere umano alberga in sé un mondo ignorato, che possiamo chiamare inconscio per usare un termine ormai accessibile a tutti. Il conscio equivale a tutto ciò che riconosciamo in noi, che conosciamo, che crediamo, che vediamo, che identifichiamo.

Tutto ciò che può essere verbalizzato, affermato, nominato è conscio, ciò che non può essere espresso con parole è inconscio.

L’inconscio si esprime attraverso le immagini: così avviene nei sogni…

Così i Tarocchi ci parlano…

L’indicazione di Socrate, “conosci te stesso”, alludeva, e sempre allude, allo straniero che dimora in ognuno di noi, a quella parte di noi stessi che ignoriamo e che pure agisce, vibra, crea realtà intorno a noi a nostra insaputa, materializza il nostro destino, finché non riusciamo a penetrarla, comprenderla, padroneggiarla per tracciare magicamente gli orizzonti di un destino nuovo…

In questo senso i Tarocchi sono uno specchio dell’anima: ogni momento, ogni accadimento di una vita umana figura nella continuità degli arcani, in una prospettiva iniziatica e, tale straordinaria mappa esoterica, ci mostra non tanto il conosciuto, quel momento o quell’accadimento, quanto il paesaggio in cui siamo immersi, lo scenario simbolico in cui quel momento si esprime, in cui quell’accadimento accade, la danza dei principi primi e dei significati, guidandoci a comprendere il senso di quel paesaggio, esortandoci a comprendere che tutto ciò che esiste in realtà esiste perché noi stessi abbiamo scelto che esistesse, perché è il nostro banco di prova e perché ogni prova è, sempre, una straordinaria opportunità…

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